Cari Compagni,
per quanto si possa apprezzare l’iniziativa di una piattaforma aperta ai simpatizzanti per la discussione, residuato di tentativi vecchi di dieci anni e più tra Pirati, 5Stelle e DiEM, mi chiedo: è davvero necessaria?
Davvero il partito non ha il polso nei territori di chi possa contribuire all’elaborazione di una proposta politica che già così è piuttosto accettabile? Di quali siano le persone da avvicinare e a cui proporre un impegno? Davvero non è convinto di ciò che propone?
Perché ho il sospetto che il problema non sia la proposta politica, ma piuttosto l’immaginario politico, oggi di fatto una corrente esterna del PD che rinuncia a ogni velleità egemonica in nome di un riformismo che mi pare fuori tempo massimo. Che sia piuttosto la contendibilità della leadership locale e nazionale che rinuncia a responsabilizzare i giovani (e a 30 anni faccio fatica a definirmi più tale).
Decidiamo quello che decideremo, ma manca tra le aree di proposta quella fondamentale: cosa il partito voglia essere. Non c’è tra lo spazio di proposta quello per pensarsi soggetto autonomo e desiderante (Fisheriano, se vogliamo un punto di riferimento) che rifondi immaginario e linguaggio, che si faccia editore nel senso più nobile di curatore culturale.
C’è tanto bisogno di riprendere a fare politica per molti di noi, ma di farlo in uno spazio che si immagini trasformativo e orientato al futuro, che sia coraggioso e innovativo nelle proposte, che si ponga in ascolto de visu a partire dalle compagne che oggi hanno scelto il reflusso.